Rapporto aureo

S'impara sempre qualcosa. Fino a un paio di settimane fa, per esempio, se mi avessero domandato "Cos'è il rapporto aureo?", avrei risposto: "Penso il rapporto tra una moneta e il prezzo dell'oro". Poi qualcuno, in un posto dove mai avrei creduto di finire, parlando di tutt'altro ha menzionato il rapporto aureo, citando l'uomo di Vitruvio di Leonardo da Vinci. Mi è tornato in mente questo fatto ieri mattina, spaparanzato sul letto con le gambe e le braccia aperte, quasi nel tentativo di abbracciare più materasso possibile. Addosso avevo una canottiera bianca come il Bossi dei giorni di Arcore e poca voglia di lavorare. In effetti la giornata è stata poco produttiva. Ho avuto una discussione piuttosto accesa con mia sorella e temo che altre, ancora più accese, ne seguiranno. In macchina un caldo osceno, ma siamo sopravvissuti e questo è l'importante. Dopo cena sono andato al Grande Granaio che noi Amici apriamo solo per pochi aficionados.
Sperem

Quest'estate tim realizza i tuoi desideri, continua a ripetere su ogni canale il tormentone pubblicitario più ossessivo del momento. Adriaaaaaaaaaana!!! Attiva pure il mio (di desiderio, of course).
Non ci credo!
Il report di Powerstats deve essere taroccato: a quest'ora della notte segna 4 persone collegate a questo blog. una sono io, ma le altre tre??
Antò, fa caldo!

Adesso so come si sente un pashtun afghano il 15 agosto con addosso il tradizionale vestito di lana di muflone: crepa di caldo!! Quello della foto non sta sorridendo, si è bloccato in una smorfia di rassegnazione. qualsiasi ulteriore movimento muscolare gli provocherebbe una doccia di sudore, ma non ha più liquidi in corpo. Proprio come me, dopo la partita di questa sera. Ovviamente ho vinto, confermando la mia superiorità tecnica rispetto all'Avversario. Tuttavia oggi è stata particolarmente dura perchè il caldo all'interno della palestra era paragonabile a quello che appestava l'Arzanà de Viniziani (la citazione dantesca è dovuta: il sommo poeta è stato tema di maturità). Appena sono arrivato credevo che mi sarebbe stato impossibile mettere un piede nella fornace e invece, acclimatandomi, sono riuscito a rimanerci un'ora e mezza. ogni due partite, però, dovevo uscire all'aria aperta; non ho scritto fresca perchè comunque la temperatura outdoor era attorno ai 30 gradi alle nove di sera! Avevo la panza gonfia di cibo e sudavo come un cammello battriano (che magari non suda neppure, ma mi piace menzionare qui il mio animaletto portafortuna). Per fortuna noi giocatori da strapazzo non siamo sottoposti a imbarazzanti controlli anti-doping, altrimenti le mie analisi avrebbero rilevato più che significative tracce di: risotto alla milanese, sogliola, erbette, fiori di zucca, mozzarella, pane, mirtilli e lamponi, per non contare persistenti residui della salamella mangiata a mezzogiorno. Stanotte sarà dura...
Ritorno a casa (su Cuneo Rosso*)

Fare un lavoro che non piace è già abbastanza alienante, ma lavorare in un campo totalmente estraneo ai propri interessi è come vivere lontano dalla patria. Ci si sente stranieri e si langue di nostalgia, il dolore per il ritorno. Per fortuna ogni tanto capita davvero di tornare a casa, proprio come mi è successo oggi. Lavorativamente non ho combinato nulla, ma in serata ho assistito a due incontri molto interessanti - almeno per me, ovviamente. Nel primo Eric Salerno ha presentato il suo libro Genocidio in Libia, edito da Manifestolibri. Una ventina le persone in sala, tra cui qualche italiano nato in Libia e costretto a lasciare la propria casa quando Gheddafi ha preso il potere. è stato un incontro interessante, con ricchi scambi di pareri tra l'autore e noi del pubblico. Anch'io ho fatto un paio di interventi. Dopo un toast e un succo alla pera sono andato al secondo appuntamento che avevo in agenda. Questa volta la sala era più grande e gremita: in cartellone infatti c'era Ceronetti che recitava le poesie di Kavafis, il mio poeta preferito. Devo ammettere che non sono un piccolo fan di Ceronetti, tuttavia non mi è dispiaciuto lo "spettacolo" che ha allestito, supportato da due lettrici. Vorrei conservare nella memoria questa frase, pronunciata all'inizio della lettura: "Dovunque io viaggi, la Grecia mi trafigge".
Al ritorno ho guidato Cuneo Rosso con un senso di pace cosmica nel cuore. Alla mia sinistra i fuochi d'artificio, alla mia destra le donnine in attesa di clienti lungo la circonvallazione, entrambi segni che l'estate è davvero cominciata. Domani il lavoro cercherà di irretirmi nei suoi gorghi senza senso... spero di ricordarmi la mia origine (e la mia meta).
* riferimento alla celebre tela di El Lissitzky, "Col cuneo rosso batti i bianchi" (Klinom krasnym bei belych, per chi capisce qualcosa di russo).
Facce di tolla

Sto guardando Friends alla tele e mi chiedo se nella realtà esistano amici così. In questi giorni ho avuto motivi per provare una profonda delusione da parte di una persona con la quale pensavo potesse nascere un'amicizia. Ingenuo da parte mia. Il tempo che passa, purtroppo, non serve ad affinare il giudizio critico e si prendono clamorose cantonate, quando meno uno se l'aspetta (come una bomba!). A mia discolpa devo dire, però, che ci sono in giro di quelle facce di tolla in grado d'ingannare anche il più cauto e acuto degli osservatori. Bello spettacolo devono vedere al mattino quando si guardano allo specchio.
E gli occhiali che tra un po' dovrai cambiare*

Ieri mattina, mentre guidavo verso l'edicola, ho adocchiato una bionda in bicicletta, polpacci scoperti sotto i pantaloni alla pescatora. Alle bionde preferisco di gran lunga le more, ma l'occhio va dove vuole. Quando la macchina si avvicina a un paio di metri ho una spiacevole sorpresa: questa la conosco! Non solo è una mia parente, ma avrà pure superato la cinquantina! Ahi ahi ahi: dovrò decidermi a cambiare gli occhiali prima o poi...
*De Andrè, Canzone per l'estate
Te faruru (Qui si fa l'amore)

Ebbene sì: anche il vostro simpatico gattomaldestro ogni tanto si dà da fare. Ed è meglio così, perchè l'inverno sarà lungo e bisogna sfruttare le occasioni finchè sono a portata di zampa (vero AleOOOO?). Tra le altre cose, procede l'elaborazione del sito, anche se le indicazioni di Raxo non sono esattamente chiarissime e a volte non coincidono con le mie idee in proposito. Ieri sera mini-riunione con le Amiche; tema del dibattito: evoluzione storica degli assorbenti femminili. Da scompisciarsi dalle risate.
Tellus stabilita* (ovvero: vincere i propri fantasmi)

Riprendere dopo una lunga interruzione è stata dura e l'umore all'inizio non era dei migliori. I primi scambi sono però valsi a confermare che la classe non è acqua. Il nostro piccolo mondo sportivo era stato scosso ultimamente da avvenimenti eccentrici: l'Avversario li riteneva prodromi di cambi al vertice, in realtà, come si è visto ieri, si trattava soltanto di episodi minimi. Dopo il caos il cosmo è stato ristabilito. Da notare che le sue tre vittorie sono state conseguite ai vantaggi, il che la dice lunga. Anche la mia settima, nell'ultima partita, è arrivata ai vantaggi. Particolarmente dolce proprio perchè vinta alla roulette dello spareggio, quando i nervi risultano più determinanti della bravura tecnica. Ho vinto i miei fantasmi, coronando una serata di successi. Come premio mi sono assegnato l'ascolto a palla di Happy when it rains e April skies dei Jesus & Mary Chain, ovviamente guidando in tangenziale.
* M. Yourcenar, Le memorie di Adriano, cap. III.