Alle tre di notte.

Pensavo di essere l'unico italiano collegato a internet alle tre di notte. Sbagliavo: qualcun altro vagava per la Rete e rimaneva impigliato in queste pagine. Muoio dalla curiosità di sapere perchè mai uno della Pzifer, alle tre di notte, si interessi al rapporto aureo. Se dovesse ripassare di qui, lo prego di appagare questo mio desiderio.
4 - Colazione da Martine.
Il quarto giorno Dio creò il sole, la luna e le stelle del firmamento. Noi, più modestamente, abbiamo fatto una lauta colazione accompagnata da una lunga conversazione con Aldo e Martine, mentre l'ospite argentino leggeva in disparte la storia d'Italia di Mack Smith. Siamo usciti di casa alle 10,30, abbondantemente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma per nulla in pena, essendo decisi a goderci la vacanza as slowly as possible. La nostra meta è stata Torre Rinalda: finalmente mare e bagno, dopo tanto peregrinare. Qualche nuvola sulla tavolozza del cielo, per il resto il sole picchiava senza pietà quando diventava protagonista assoluto. Soltanto poche persone sulla lunga spiaggia.
Un po' prima delle due abbiamo preso la fida (e comoda) macchina per andare a mangiare da qualche parte. L'idea era di provare il ristorante dell'hotel Belvedere a Torre dell'Orso, consigliatoci da Aldo, ma quando siamo entrati ci hanno detto che la cucina era già chiusa. Ma in Terronia Felix (per usare un'espressione cara a Frigidchill) non si mangia a qualunque ora? Allora abbiamo fatto un giro in spiaggia, occupata da centinaia di ombrelloni, e poi, risalendo sulla strada costiera, abbiamo trovato un ristorantino che a guardarlo non gli avremmo dato dieci euri e invece.... Certo, abbiamo dovuto vincere la tentazione di scappare subito non appena abbiamo sentito il tenore delle risposte della padrona, ma alla fine ne è valsa la pena e la sciura non era così cattiva come voleva apparire. Il vostro Gattomaldestro si è mangiato degli spettacolari ravioloni allo scoglio, tanto deliziosi da meritarsi una foto che posto qui sotto.
Nei pressi della torre di guardia, i cui resti svettano sul golfo sottostante, due ragazze si scattavano delle foto in pose un po' ambigue. Ma questa è un'altra storia.

Avviso ai miei dodici lettori*.
Lo so: è una settimana che non posto nulla. Chiedo venia, ma è un periodo semi-apocalittico, lavorativamente parlando. Gli impegni mi si accavallano uno sull'altro e non ho tempo neppure per leggere una pagina, figurarsi per scrivere. Devo quindi rimandare il completamento del diario salentino e già si avvicina Londra...., mentre Parigi è dietro l'angolo, ma prima c'è l'Elba. Vi ho fatto nascere un po' d'invidia? Ah, dimenticavo: ho appena prenotato il volo per Vienna (Bratislava, una delle nuove mete Ryanair).
* lo so che non arrivate a dodici...
3 - La torre di guardia.
La pace del posto un par di palle, frantumate da un rave party tribal organizzato nell’uliveto di fronte al nostro: fino alle 4 di mattina musica gggiovane a palla. L’idea originale era quella di fare un bagno da qualche parte, sulla costa adriatica, ma abbiamo constatato che i salentini erano tutti a spiaggia (come dicono in Liguria), in massa. Lungo la costa abbiamo notato numerose torri di guardia, costruite nei tempi lontani per l’avvistamento delle navi saracene che con frequenza comparivano all’orizzonte, cariche di pirati pronti al saccheggio.
Abbiamo quindi visitato Otranto, prima la rocca, poi il duomo e la chiesetta di S. Pietro. In una piccola libreria ho comprato Napoleone il flagello d’Italia di Spinosa. Il mosaico che copre il pavimento del duomo è spettacolare, opera di un solo, infaticabile artefice. Non è tanto antico e raffinato come quello di Aquileia, tuttavia è degno d’ammirazione per la complessità e l’originalità del disegno. Nella cripta ci sono numerose colonne di marmo, una diversa dalle altre (ma tutte di riutilizzo).
Nel pomeriggio siamo andati a Castro per vedere la grotta Zinzulusa o "degli stracci". C’era una marea di gente e per riuscire a posteggiare MM ha dovuto supplicare una donna di mettere la propria auto un po’ più vicina a quella davanti, dalla quale la separavano appena tre metri e mezzo. La signora era titubante e preoccupata di rimanere intrappolata tra le due auto. Io stavo già andandomene per evitare di scendere col crick. Prima di entrare nella grotta abbiamo fatto “anticamera” fuori dall’ingresso, sotto il tiro dei piccioni cagatori. Era una sensazione molto sgradevole che per più di una persona in fila si è trasformata in una puzzolente e schifosa realtà. La visita è stata piuttosto veloce. La grotta in sé è abbastanza interessante, ma ne ho viste di più lunghe e di più profonde (Toirano e Postumjia) e poi c’erano troppi turisti, tutti svestiti da turisti.
Dopo un gelato con vista sulla piscina e sul mare sottostante, siamo tornati al B&B. Per cenare siamo andati a Squinzano, al ristorante Il caminetto, consigliatoci da Aldo. Quasi tutto ottimo, tranne il polpo fritto che era decisamente troppo saporito.
2 - Matera, what a Passion!
Colazione spettacolare: buffet ricco, vere brioche da azzittire anche i più rumorosi sensi di colpa per la linea (che latita ormai da anni, come Provenzano), una cameriera molto gentile, atmosfera raccolta. Con la fotocamera e il treppiede mi sembrava di essere un cineoperatore dell’US Army a Montecassino. Il sole splendeva stupendo, illuminando tutta Matera. Andando a spostare la macchina, acchianavo sudando abbondantemente, mentre una musica raï usciva ad alto volume da una finestra aperta. Il tutto faceva molto Mediterraneo. Abbiamo visitato i Sassi senza un preciso piano in testa, così, dove ci portavano i piedi, su e giù per i vicoli. Fuori da una chiesa una radiolina diffondeva la voce della Vanoni che cantava Insieme a te non ci sto più. Istruttiva la visita all’abitazione-museo: in pochi metri quadri ci viveva una famiglia di una quindicina di persone con tanto di bestie (inevitabile ricordarsi la barzelletta su quello che vive col maiale, tipo George Clooney: “e per la puzza?!” – “beh, dopo un po’ il maiale si è abituato…”). Abbiamo mangiato un panino e una macedonia in un bel baretto a cucuzzolo sulla valle. Di fronte a noi, in cima al costone, una serie di camper e un’auto americana con gli sposi in posa per gli scatti dell’album. La barista ripeteva a ogni cliente che ci voleva un po’ di pazienza perché preparava tutto al momento. Fuori - su una lavagnetta di fortuna – aveva scritto una maledizione contro chi osasse deturpare le piante. Aveva anche appeso un foglio per far sapere che era il compleanno della figlia quindicenne. Invitava gli increduli a vederla per convincersi che la definizione di “dea della bellezza” non era frutto dell’amore materno ma una semplice constatazione. In effetti la figliola era più che carina. Preso dalla passione per Matera, mi facevo dare ogni tanto un pizzicotto da MM, sicuro che il dolore l’avrebbe sentito Melgibson (i più anziani ricorderanno le simpatiche gag di Maurizio Crozza).
A un certo punto del pomeriggio abbiamo ripreso la macchina in direzione di Lecce. La nostra meta era Trepuzzi, il paese del B&B che avevamo prenotato via internet. Mentre aspettavamo a un benzinaio che venisse a prenderci la nostra ospite, ho sentito alla radio Jungla di città dei Vama: mi è bastato quest’unico ascolto per dichiararla la canzone della mia estate (purtroppo non sono ancora riuscito a scaricarla…). A prima vista il B&B ci ha lasciato un po’ perplessi, ma abbiamo imparato subito ad apprezzare l’eccezionale ospitalità della famiglia francese/pugliese che lo gestisce e la pace del posto, immerso in una distesa di ulivi. Abbiamo cenato in casa con un rotolone di mozzarella ripieno di tonno, gentilmente preparatoci da Martine.


Hai un vasetto di ragù congelato sulla guancia o sei solo contento di vedermi?

Ho sentito dire che il ghiaccio può impedire l'eruzione cutanea dovuta all'herpes. Non avendo a disposizione dei pratici cubetti, ho tolto dalla cella del freezer un vasetto di ragù e me lo sono appoggiato alla guancia destra per diversi minuti. Ora mi sento un po' intontito, come dopo un'anestesia. Ad aggravare la sensazione di straniamento contribuiscono le cuffiette che ho nelle orecchie (e solo ora mi accorgo che non sto ascoltando niente....). Forse è meglio che vada a nanna.
Dammi tre parole...
E' sorprendente come tre parole possano ridare fiducia a un simpatico giovanotto (che poi sarei io).
"claro que no"
No: Personaggio Letterario non si è dimenticato di me.
Ma che bel regalo!

Anche questa settimana il mio numero non è stato estratto, ostrega! Mi sto però muovendo per ricordare a Personaggio Letterario le mezze promesse che mi ha fatto. Prima o poi la sua manina sceglierà il numerino mio, lo sento.
Intanto devo registrare un graditissimo regalo. Particolarmente apprezzato perchè del tutto inaspettato e perfettamente centrato sulla mia passione. E' il libro "L'anti-Napoleone" di Jean Tulard (con prefazione di Renzo De Felice), quarto titolo della collana curata da Rafael Alberti e Maria Teresa Leon per l'editore Veutro. Prima edizione 1970.
Prima o poi posterò qualcosa su Rafael Alberti e i gatti de Roma. Intanto leggetevi le sue poesie.
A proposito di pacchi...
Ricevo nella casella della posta elettronica quest'invitante proposta libraria:
"Gentile cliente, Roma Sotterranea di Antonio Bosio è in vendita al prezzo speciale di € 150,00 fino al 30 settembre 2005. Dal 1 ottobre tornerà al prezzo di listino di € 619,74".
620 euri!?! E' più di una rata del mutuo! E poi dicono che la cultura non costa cara, ammàppete.