Escursione (termica) e Cleopatra.

Giovedì breve gita a Savona per salutare il nuovo arrivato nella famiglia A. Alla partenza il termometro dell’auto segnava –7 gradi centigradi: Brianza gelata, oltre che velenosa. Colazione al bar dell’Arci di Vimercate, quasi un bistrot parigino. Sosta di un minuto nella piazzola dell’autogrill di Marengo e arrivo a Bergeggi in tarda mattinata. Il termometro aveva cambiato di segno: +
Buon anno a tutti.
Io, il cinese, la neve e il lanciafiamme.
Oggi ho compiuto le mie due buone azioni annuali, due in un giorno solo, pensa te. Andando al lavoro ho dato un passaggio a un signore cinese che faceva l’autostop sul ciglio della strada, senza ombrello sotto una nevicata biblica. Avevo nel bagagliaio materiale – non mio – per duemila euro, ma non ho esitato a fermarmi quando ho visto che l’auto davanti a me tirava dritto. Il mio ospite conosceva poche parole d’italiano, sufficienti comunque per dirmi che voleva andare a Milano, in Centrale. Non mi sembrava bello lasciarlo a una fermata d’autobus senza ombrello, così l’ho portato con me fino a Milano, alla metropolitana da cui passo per arrivare in ufficio. In tangenziale c’era la solita coda a Cologno e noi si ascoltava il CD di Lionel Richie. Fioccavano batuffoli come francobolli, procedevamo a passo d’uomo e Lionel Richie si sgolava: easy like Sunday morning. Io intanto mi domandavo se il cinese conoscesse questa hit intramontabile e nello stesso tempo mi dispiacevo che perdesse tempo in tangenziale, anche se non dava segno di avere fretta e del resto, non fosse stato per me, a quell’ora sarebbe stato un pupazzo di neve con gli occhi a mandorla. Arrivati alla fermata della metro, mi ha ringraziato calorosamente e mi ha stretto la mano, augurandomi buon natale. Al ritorno le condizioni del manto stradale erano decisamente migliori. Sul Palmanova ascoltavo Generale cantata dal vivo da Vasco Rossi, con gli occhi persi per il paesaggio da presepe e il cuore morso dalla gelosia. Gelosia immotivata, come da contratto di categoria: se non è immotivata, che cacchio di gelosia è?! All’ultimo semaforo prima di casa, una piccola Mercedes procedeva davanti a me a velocità da donna alla prima esperienza di neve. Ha fatto arrivare il rosso, beccandosi i miei improperi (odio il semaforo prima di casa mia perché sommamente inutile). Quando è scattato il verde, ha ripreso la marcia ancora più lentamente: non ce l’ho fatta a trattenere tre sonori strombazzamenti, nella migliore tradizione del superterrone. Avessi avuto il lanciafiamme, avrei incenerito
Auguri inaspettati e … regali.
Il Natale è passato da poco: sotto l’albero ho trovato quattro bei libri. Non posso dire di essere rimasto sorpreso scartando i pacchi, dato che da anni chiedo espressamente soltanto libri, spesso arrivando perfino a indicarne i titoli a MM. La vera sorpresa è invece venuta dalla casella della posta elettronica, dove ho trovato un messaggio d’auguri da parte di Alleanza Monarchica. Vabbè, ho un nome regale e un nickname nientemeno che imperiale, ma resto invero repubblicano nell’animo, tanto che ho appeso alla parete una stampa del generale Kléber (ucciso al Cairo il 14 giugno del 1800, lo stesso giorno della battaglia di Marengo e dell’eroico sacrificio di Desaix). Sulle prime resto quindi perplesso, poi capisco: mesi fa stavo scrivendo una recensione a un libro su Garibaldi e mi sono imbattuto nella figura di Lady Waterfield. Come al solito intrapresi una caccia al tesoro, di quelle che mi piacciono tanto: partenza da un dato curioso, arrivo imprevisto attraverso tappe interessanti. Iniziai scrivendo a un professore inglese e poi interpellai qualcuno di Alleanza Monarchica per avere l’indirizzo dell’autore di un articolo apparso sul loro periodico, nel quale era citato il nome della mia “preda”. Rispettando la regola aurea, la ricerca è stata fine a se stessa, tanto che il pezzo non è stato ancora pubblicato (Personaggio letterario, apertis verbis, è un grandissimo paraculo, per usare un’espressione cara al Platone della settima lettera). Voglio chiudere questo post senza capo né coda ringraziando Rea: senza i suoi auguri la mia popolarità sarebbe stata ancora più bassa, dovendosi accontentare di soli due sms, di cui uno da un collega.
San Cristoforo (ho visto Crash).

Ieri sera siamo andati al cinema a vedere Crash. A me è piaciuto molto, anche se per buona parte del film ho sentito un peso sul cuore, un angosciante senso di caduta inarrestabile verso l'abisso. Alla fine, però, c'è meno pessimismo di quanto ci si poteva legittimamente aspettare. Certo, come in una qualsiasi tragedia greca che si rispetti, non manca la vittima innocente (ma nessuno è mai completamente innocente); tuttavia il bilancio finale risulta positivo e la speranza non viene soffocata. La cosa più bella è il perfetto - forse fin troppo - congegno che dirige gli incontri/scontri tra i protagonisti della storia. Un gioco a incastri con sorprese e ribaltamenti: il cattivo non completamente cattivo, il buono non totalmente buono, i salvati, i redenti, quelli a cui viene data un'altra possibilità. In una scena girata al distretto di polizia l'occhio del regista si sofferma sulla foto del governatore Schwarzenegger: fa impressione vedere il suo faccione lì (mi è venuta in mente una scena analoga, nel film Regole d'onore, quando Tommy Lee Jones entra nell'ufficio dell'ambasciatore americano in Yemen e si vede la foto dell'allora vice-presidente Al Gore, nella realtà ex compagno di stanza dell'attore ai tempi di Harvard). Bella la colonna sonora. Sto cercando il pezzo finale perchè pompa alla grande.
Tocca bronzo
(ovvero la storia di Victor Noir e del suo strano monumento).


(MM nell'atto di toccare con mano la celebre prominenza portafortuna).
PS: ricordo un secondo articolo, apparso su Diario di qualche anno dopo. Purtroppo conservo il ritaglio ma non ho l'indicazione della data di pubblicazione.
Victor Noir.
Ho visto che un sacco di persone sono arrivate qui cercando informazioni su Victor Noir. Sicuramente avranno letto la notizia del provvedimento preso per salvaguardare la tomba del giovane giornalista dagli atti "osceni" che quotidianamente vengono compiuti sulla statua bronzea. Appena ho un secondo, recupero un vecchio articolo di Corrado Augias e posto le parti più interessanti. Poi racconto le mie visite al Père Lachaise.
Noi si va ad Austerlitz...
