lunedì, 31 luglio 2006, ore 21:05

La finestra sul cortile (del palazzo di fronte).

finestra sul cortile

Il sindaco di Parigi ha vietato il tanga sulle spiagge cittadine, lungo la Senna. A tutto c'è un limite, anche al costume (è il caso di dire) di denudarsi per prendere il sole. Nel palazzo di fronte al mio, invece, pare che il regolamento condominiale conceda carta bianca (quella stessa carta bianca con la quale Totò invitata a pulirsi il ...) in fatto di indumenti. Capita quindi di vedere, a qualsiasi ora del giorno, dei condomini a torso nudo; come ora, alle 21.00. E non è comportamento di uno solo, ché la moda ha contagiato diversi. Fossimo in spiaggia, non avrei da eccepire, ma in un condominio della Brianza...un minimo di decoro!

buonaparte
P.link ¦ commenti (6) ¦ commenti (6)(popup)
categoria :

domenica, 30 luglio 2006, ore 20:01

...vengo per seppellire Cesare, non per lodarlo (ancora sul Giulio Cesare).

La recensione al Giulio Cesare di Ugo Volli su Repubblica del 24 luglio mi svela un particolare a cui non avevo fatto caso: il personaggio di Antonio era interpretato da Luca Giordana, presumo figlio di Andrea che ho visto seduto nelle prime file (per le mie sei lettrici: meglio il padre). 

Cito: "Luca Giordana dice i discorsi di Antonio con disinvoltura molto casual; gli altri personaggi sono più ingessati nel pronunciare le loro difficili orazioni, ma gesticolano molto. La cosa più interessante è il ritratto di Cesare fatto da Branciaroli: poche scene ma molto efficaci, in cui l'attore contraddice elegantemente l'interpretazione registica di un Cesare "debole", dandone un'immagine gigiona e delirante sì, ma grandiosa e fatalista". 

L'immagine gigiona equivale al mio "Branciaroli che gioca a fare il Branciaroli". 

Chiudo con una di quelle coincidenze che tanto mi piacciono. Con in testa l'idea di scrivere questo post, poche ore fa ho iniziato la lettura de Il club Dumas di Arturo Pérez-Reverte. Ecco cosa dice il bibliofilo Varo Borja di Lucas Corso, cercatore di libri rari: "Sembra uno di quegli individui magri e pericolosi di cui diffidava Giulio Cesare... Come dorme?".

Vorrei che attorno a me ci fossero degli uomini piuttosto grassi, e con la testa ben pettinata, e tali, insomma, che dormano la notte. Quel Cassio laggiù ha un aspetto troppo magro e affamato: pensa troppo, e uomini del genere sono pericolosi.

Shakespeare, Giulio Cesare, Atto I - scena 2  

buonaparte
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :

venerdì, 28 luglio 2006, ore 14:47

Amici, Romani, compatrioti...

Branciaroli - Cesare

Sabato scorso ho visto al teatro romano di Verona il Giulio Cesare di Shakespeare, nell'allestimento di Tim Stark. Era il mio primo Giulio Cesare, da tanto tempo atteso e sospirato. Sapevo in anticipo della scelta di "modernizzare" la vicenda con costumi contemporanei e armi da fuoco a profusione, ma avevo la speranza che la potenza del testo scespiriano avesse la meglio. E poi puntavo molto su Branciaroli, una garanzia di qualità. Devo dire che alla fine non sono rimasto deluso, anche se alcune cose proprio non le ho apprezzate. La scenografia naturale del teatro è spettacolare e vince sulla struttura da ponteggio Dalmine scelta dal regista. Il caldo umido era da foresta vietnamita, sfiorando i quaranta gradi alle nove di sera. Ma il "mio" Giulio Cesare era lì, rappresentato davanti ai miei occhi. Certo, veder entrare Branciaroli-Cesare con un impermeabile alla tenente Colombo mi ha lasciato un po' perplesso, ma a Branciaroli si perdona tanto, se non tutto. Poteva entrare anche vestito da velina. Giocava un po' troppo però a fare il Branciaroli, secondo me. In molte parti sembrava una commedia più che una tragedia: Cassio in doppio petto, attrici nel ruolo di personaggi maschili, applausi registrati da convention di Forza Italia ogni volta che parlava Cesare, rumori di elicotteri e spari a salve nell'ultimo atto...Alla fine il giudizio del pubblico è stato espresso attraverso un applauso piuttosto freddo e molto breve. Ripeto: era il mio primo Giulio Cesare e c'era Branciaroli. E' comunque valsa la pena di fare il viaggio a Verona e spendere un po' di soldi (tra biglietto, parcheggio sotterraneo e bar). Peccato che al ritorno l'autostrada Milano-Venezia fosse chiusa da Bergamo a Milano, con uscita obbligatoria a Bergamo. Ho impiegato un'ora e mezza a fare gli ultimi 30 chilometri. Sono andato a letto verso le tre.

buonaparte
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :

lunedì, 17 luglio 2006, ore 13:44

Soncino.

soncino

Oggi inizia una settimana intensa, proemio di un mese ancora più intenso. E lo fa non esattamente nel modo migliore: puzzo-puzzolente ha reclamato la nostra attenzione alle 5 di mattina e la sveglia è suonata alle 7. Ma il peggio è che da oggi mangerò da solo a pranzo, dato che l'Impa ha appeso il mouse al chiodo. Così mi sono seduto solo soletto al tavolo e ho ordinato il solito fritto misto. Per elaborare il "lutto" (o per segnare l'ingresso in questa nuova fase) ho mangiato il soncino di guarnizione, io che normalmente l'erba verde la lascio ai conigli. Non bastasse stasera devo rinunciare al concerto di Morrissey, col timore che non lo vedrò mai esibirsi dal vivo. Mi rincuoro pensando che la settimana prossima sarò qui.

buonaparte
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria :

giovedì, 13 luglio 2006, ore 17:07

Ne ammazza di più La Penna.

MM mi chiama in ufficio con voce da tragedia greca per dirmi che una vespa ha fatto il nido tra i miei libri, in soggiorno. Torno a casa appena posso e constato che sopra il volume einaudiano Aspetti del pensiero storico latino di Antonio La Penna c'è un piccolo grumolo di terriccio. Prendo il libro e rovescio il nido nel sacco dell'umido. La costruzione abusiva è smantellata in quattro e quattrotto. Povera vespa (e povero anche La Penna).

buonaparte
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria :

giovedì, 13 luglio 2006, ore 12:40

La cena maltese.

cena_maltese

A volte ci si siede attorno al tavolo con la consapevolezza (o almeno un vago sentore) che la cena alla quale partecipiamo non sarà come le altre, rimarrà nella memoria come un momento di passaggio. È il caso della cena maltese dell’altro ieri. Due dei miei ospiti stanno per dare una svolta epocale alla propria vita, lasciando Milano per altri lidi, a migliaia di chilometri dalla pianura padana. Non c’era malinconia – assolutamente – tuttavia ogni tanto mi tornava in mente questo fatto e non potevo fare a meno di considerare che sarebbe stato davvero improbabile ritrovarsi con questa stessa formazione. Capita proprio come nei giochi di squadra: a turno si abbandona per cambiare casacca o semplicemente perché l’età impone di appendere le scarpe al chiodo. Ma non ci sono solo partenze: ci sono anche ritorni e spostamenti. Lunedì sono tornati MM e il puzzo-puzzolente, giusto per ricordarmi che siamo una famiglia, mentre Dondiego avrà un altro pascolo e nuove pecorelle a cui badare. È la vita. Per giorni, settimane e mesi sembra che non cambi nulla, poi una mattina ti alzi e ti accorgi che il calendario propone sfide inedite e al tuo fianco vedi compagni nuovi che riempiono il vuoto lasciato da quelli vecchi, partiti.

Life is a big game so you gotta play it with a big horse

Coolio, C U when U get there 

buonaparte
P.link ¦ commenti ¦ commenti (popup)
categoria :

martedì, 11 luglio 2006, ore 12:35

Ve lo meritate.

Celebre la battuta di Nanni Moretti: "Ve lo meritate Alberto Sordi!". A vedere quest'immagine mi viene da pensare che ve lo meritate Luciano Moggi (e pure Mastella, che da ministro della Giustizia, afferma che la Corte non potrà non tener conto del risultato di Berlino). 

 libertePS: ma dopo Castelli e Mastella, come prossimo Guardasigilli chi ci toccherà? Malgioglio? Sbirulino? Sgarbi? Galeazzi? Navarro Valls? O tempora...

buonaparte
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria :

lunedì, 10 luglio 2006, ore 14:44

I duellanti.

Ieri sera non ho visto la partita: non m'interessava (e comunque tifavo Francia). Ho guardato invece il film "I duellanti" di Ridley Scott, era in qualche modo in tema. E' la storia di due ufficiali dell'esercito francese che trascorrono tutta la durata della parabola napoleonica a sfidarsi, a colpi di sciabola, fioretto e pistola.

duellanti

PS: anche i Francesi, credo, tifavano per la propria squadra, con convinzione, ardore e persino amore. Ma perchè la versione transalpina di Google era normale, mentre quella italica aveva il calciatore in homepage? Siamo così conciati?

Google_ITA-FRA

buonaparte
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria :

martedì, 04 luglio 2006, ore 17:07

Scuse mondiali.

Il 29 giugno 1986 mi trovavo in autostrada; non mi ricordo dove stessi andando o più probabilmente da dove stessi tornando. Mi si è invece impresso per sempre nella memoria un episodio che voglio raccontare a voi, miei dodici lettori. Era la finale del campionato mondiale di calcio, tra Argentina e Germania. Io ascoltavo la partita su una radiolina di quelle anni ottanta (e infatti erano gli anni Ottanta...). Anche a quel tempo non ero un tifoso sfegatato e quell'entusiasmo da ragazzino che ancora mi ardeva inside si sarebbe spento quasi completamente nel giro di pochi anni, prima canalizzato verso Magic Ayrton, poi indirizzato verso obiettivi più seri (Napoleone, le monete romane, le donne nude - non necessariamente in quest'ordine). Al ristorante dell'Autogrill, di quelli imponenti che sovrastano le carreggiate, mi accorsi che un signore mi guardava insistentemente. Alzai il volume della radiolina in modo che anche lui potesse intercettare almeno qualche parola della telecronaca. Lo facevo per condividere l'entusiasmo da finale che accomuna gli sportivi, lo facevo con l'ingenuità di un ragazzetto di quindici anni. Il signore dopo un po' se ne andò e tornarono i miei genitori. Mio padre mi disse che sulle scale aveva incontrato un uomo che si lamentava perchè un ragazzino teneva il volume della radio troppo alto, al ristorante. Ci rimasi molto male. Da allora ho compreso che esistono anche quelli che del calcio non gliene può fregare di meno, anzi, sono diventato uno di loro. A quel signore porgo ora, con venti anni di ritardo, le mie più sincere scuse. Mondiali.  

buonaparte
P.link ¦ commenti (4) ¦ commenti (4)(popup)
categoria :