Palle italiane
Notiziole da questo periodo di passaggio (per me in particolare e per l’Italia in genere). Lunedì sera facevo zapping: su La7 c’era Exit. Ho visto un frammento di un servizio dedicato alle “associazioni” campane, alimentate dai soldi dei contribuenti. Una, dedicata allo studio di tale Antonio Genovesi, abate filosofo ed economista. Da 3 anni organizza un torneo di Playstation. A domanda della giornalista, il responsabile spiega che la “cultura è variabile”.
Giro. Su Italia 1 c’è Distraction: un tale mangia nella scodella del cane… Su Rai2 intanto imperversano gli UFO di Giacobbo. Che palle!
Palle. Nel senso di calcio. Spulciando i Corrieri della Sera dei mesi scorsi mi sono imbattuto in un articolo di Fabrizio Caccia sul figlio di Previti, portiere della squadra giovanile della Lazio. “Raccomandato io???”. Macché. Palle. Nel senso di balle. Peccato che lunedì, l’altro ieri, il sito di Repubblica pubblicasse le intercettazioni delle telefonate in cui il padre (e che padre) ne diceva di tutti i colori al presidente Lotito (e che presidente). Previti padre generoso. Previti assegnato ai lavori sociali. Come dire che chi ha fatto il servizio civile può sentirsi fiero di essere equiparato a un corruttore di giudici. Palle. Nel senso di quelle che girano.
Per risollevarmi il morale mi sono tuffato nei mondi di Atzeni e Dovlatov. Vi consiglio questi due scrittori.