Giorni e nuvole.

Andare a vedere Giorni e nuvole, per uno che al momento si trova a spasso, è un po’ come giocherellare col dito sulla ferita per togliere la crosta e constatare che ancora sanguina. A meno che non si creda nell’omeopatia, ma non è proprio il mio caso. Mi ha invece spinto la curiosità di verificare affinità e divergenze (sto citando…) tra la mia situazione attuale e quella raccontata nel film di Soldini. Beh, devo ammettere che molti aspetti sono drammaticamente simili ed è di poco conforto pensare: “Io mica mi stendo sul divano a fare zapping tra i programmi demenziali del pomeriggio!”. Passo l’aspirapolvere, ogni tanto fa capolino l’angoscia, m’inabisso con MM in discussioni sul futuro… Qualche scena mi ha stretto il cuore, confesso. Ma sono uscito quasi ottimista. Non tanto per il finale – che giudico ben poco ottimistico -, quanto per la consapevolezza di avere una determinazione maggiore di quella mostrata dal protagonista, un Albanese che riesce a far dimenticare i lazzi di Frengo.